L'Opinione di... - Sen. Vannino Chiti

Chiti (PD), Italicum uscito dal Senato: “una Camera composta da oltre il 60% di nominati"

30/01/2015

Qualche giorno fa, dopo la votazione del 21/01/2015 sull’Emendamento Esposito o “Espositum” o “Supercanguro” (Favorevoli, 175; contrari, 110; astenuti, 2), con il quale sono state sostanzialmente respinte tutte le proposte di modifica contrarie ad esso, il Senato, durante la seduta n. 385 del 27/01, ha approvato con 184 voti favorevoli, 66 contrari e 2 astenuti la nuova legge elettorale. Il testo della legge elettorale, modificato in modo rilevante proprio in Senato, dovrà tornare alla Camera per la terza lettura.
La legge elettorale così come è uscita dal Senato ha, però, sollevato dei malumori tra l’opinione pubblica e sicuramente alcune obiezioni in una parte del Partito Democratico. Oltre al Sen. Miguel Gotor, il quale ha presentato due emendamenti, entrambi bocciati, alla medesima legge elettorale, anche il collega Sen. Chiti ha esposto il suo dissenso proprio al riguardo di una parte dell’Italicum.


Ho così chiesto al Senatore e Presidente della 14a Commissione permanente (Politiche dell’Unione Europea) di rilasciare una sua opinione per il mio sito web. Ringrazio il Sen. Chiti per aver accettato di rispondere a qualche domanda in merito alla legge elettorale votata proprio in seconda lettura dal Senato.



Sen. Chiti, il suo collega Miguel Gotor, in un intervento in Senato, al riguardo dell'Italicum, ha detto che "Ci stiamo giocando la qualità e i caratteri che il sistema politico italiano assumerà nei prossimi lustri".

Potrebbe spiegare nei dettagli come è fatta esattamente questa legge elettorale e come modellerà il nostro sistema politico?
È una legge che si propone di tenere insieme l'esigenza della governabilità con quella della rappresentanza. I candidati vengono eletti in 100 circoscrizioni con liste plurinominali. Purtroppo qui c'è il deficit dell'Italicum: nelle liste dei partiti ci sarà un capolista "bloccato", verrà cioè eletto in ogni caso se il partito ottiene almeno un seggio nella circoscrizione oppure seggi a livello nazionale. Gli elettori potranno poi indicare due preferenze, di cui una di genere.
Se una lista raggiunge il 40% dei voti ottiene subito il premio di maggioranza in base al quale le viene assegnato il 55% dei seggi; nel caso in cui nessuna lista superi il 40%, si tiene un secondo turno di ballottaggio per l'assegnazione del premio. È prevista una soglia di sbarramento unica del 3% per entrare in Parlamento.

L'assegnazione del premio alla prima lista anziché alla coalizione dovrebbe favorire formazioni di governo più coese. Lo sbarramento è giustamente basso, al 3%, perché il premio di maggioranza garantisce già la governabilità. Sarebbe sbagliato per la democrazia tenere fuori dalle istituzioni milioni di voti.
Il Senato ha migliorato il testo approvato alla Camera su tre aspetti: unica soglia di sbarramento al 3% anziché tre; 40% dei consensi per conquistare subito il premio di maggioranza; garanzie più efficaci per avere almeno il 40% di donne alla Camera dei Deputati.


Con l'Italicum, le preferenze sono davvero un...optional?

Purtroppo sì. La presenza di un capolista bloccato per ogni lista nelle 100 circoscrizioni fa sì che solo il primo partito eleggerà la maggioranza dei deputati con le preferenze: sulla base dei consensi avuti alle elezioni del 2013, il Pd avrebbe 100 deputati "nominati" e 240 eletti con le preferenze. La seconda lista ne eleggerebbe appena due con le preferenze solo superando il 20%. Per il resto, tutti nominati! Il risultato finale sarà una Camera composta da oltre il 60% di "nominati". La Camera sarà composta secondo due diversi criteri di legittimazione: i nominati e gli eletti. Nel dibattito politico è stato anche sollevato un dubbio di legittimità costituzionale su questa modalità di elezione. In ogni caso è una asimmetria che non favorisce un rapporto positivo tra cittadini e eletti.

Non va bene. I cittadini devono avere il diritto di scegliere con il proprio voto almeno la maggioranza dei deputati. Teniamo presente che le Province non sono più elette dai cittadini e che il Senato di domani sarà designato dalle Regioni e formato da sindaci e consiglieri regionali.


Può fare un esempio sulla sua contrarietà al metodo di elezione dei deputati?

Faccio un esempio per comprendere la difficoltà che potrà incontrare un elettore. Come dovrà comportarsi una persona che vuole votare per il partito X e intende esprimere due preferenze di genere ma che giudica negativamente il capolista bloccato scelto da quel partito? Rinunciare a dare il proprio sostegno ai due candidati verso cui nutre apprezzamento per sanzionare la scelta del partito o contribuire a far eleggere una persona che non stima per poter esprimere due preferenze che forse si riveleranno inutili, in quanto potrebbe essere eletto solo il capolista?


Come ritiene l'Italicum rispetto al Porcellum?

È senza dubbio una legge migliore. La soglia del 40% e il secondo turno di ballottaggio danno al premio di maggioranza una legittimazione che non aveva con il Porcellum. È quello che ha chiesto la Corte Costituzionale nella sentenza con cui ha bocciato la legge in vigore in relazione appunto ad un premio di maggioranza non legato a una soglia minima di consensi e alle lunghe liste bloccate. Anche sulle liste bloccate, per quanto non sufficiente, si è fatto un passettino avanti: anziché 30 - 40 candidati bloccati, come con il Porcellum, si avranno liste più snelle e solo il capolista bloccato.

Il problema è che i cittadini sceglieranno direttamente una minoranza di deputati e non i senatori!


Ultima domanda. Qualsiasi legge elettorale che preveda anche o solamente la nomina di un numero di parlamentari (capilista o inseriti in posizione eleggibile), può, secondo lei, aumentare il rischio che alcuni partiti o responsabili che agiscono per quei partiti stabiliscano delle regole, scritte o non scritte, con le quali si scelgono delle persone anche in base a quanto possano/siano disponibili a contribuire economicamente alla campagna elettorale oppure al partito, stilando una graduatoria (Al primo posto va chi ha contribuito 10, al secondo chi ha dato 8, al terzo chi ha partecipato con 7 e cosi via), creando degli sbarramenti all'entrata e, quindi, facendo rimanere indietro chi non ha certe capacità economiche e finanziarie?

Non penso che l'aspetto economico sia oggi il pericolo principale che si corre adottando le liste bloccate, anche se non posso escluderlo, meno che mai in prospettiva, visto che siamo l'unico paese europeo ad avere soppresso - anziché regolato in modo efficace e controllato severamente - il finanziamento pubblico dei partiti. Il rischio di una democrazia ad uso dei soli ricchi, spinte di tipo oligarchico, si affacciano nelle società moderne. In questa fase mi preoccupano due aspetti: una sfiducia dei cittadini nei confronti della politica e delle istituzioni; una sostituzione della fedeltà ai leader rispetto alla lealtà e trasparenza.

La democrazia richiede partecipazione dei cittadini, perché loro collettivamente, sono i sovrani, e autonomia di pensiero, dovere di agire secondo la propria coscienza, senso di responsabilità in chi è eletto a rappresentarli.








Immagine fornita per gentile concessione dal Sen. Vannino Chiti – Riproduzione libera



 









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Ciao a tutti! Sono Michele Capaccioli e ho una passione: la Politica, quella con la "P" maiuscola. Una compagna alla quale mi sento legato da un forte senso civico.
 
 

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COMMENTI


2WGDUZ5PPS  Il 25 Luglio 2016 alle 11:58 AM
Linda demais! Camila, você tem sido uma grande inarspição pra mim, meu jeito de maquiar mudou muito depois dos seus vídeos, você é a melhor!Diva *-*[]

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